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AFFARI DI FAMIGLIA-2.

Nonna la buona

La nonna russa è quella particolare persona che vizia spaventosamente i nipoti con le sue cure maniacali.
Raggiunta l'età di pensionamento (in Russia per le donne è a 55 anni), la nonna getta via i cosmetici, dimentica per sempre il nome della sua parrucchiera, mette da parte tutto il suo abbigliamento passato e si mette un vecchio cappotto che indossava già suo nonno quando andava a pesca d'inverno. Abbinando tale cappotto ad un paio di stivali di gomma, la nonna ottiene una combinazione perfetta per dedicare la vita che le rimane all'amato nipote. Mamma, che lavora, può non preoccuparsi per il bambino: la nonna per lui farà tutto e di più, non gli farà mancare niente. Se mamma e papà non danno il permesso al bambino di fare qualcosa, quest'ultimo sa benissimo che la nonna invece gli farà fare tutto. Come si dice in Russia, il nostro primo figlio è la nostra ultima bambola, il nostro primo nipote è il nostro primo figlio.

In Russia si ha rispetto per gli anziani, soprattutto se vi sono parenti. L'azione più ignobile che voi possiate compiere è mandare i vostri genitori ormai deboli e indifesi in ospizio. In Russia questo tipo di clinica gode di una pessima fama, e meritatamente.

Il rispetto per gli anziani viene inculcato ad ogni nuova generazione, ogni bambino sa che gli anziani vanno fatti sedere nei mezzi pubblici (dove ci sono dei posti speciali anche per gli invalidi e persone con bambini). Il fatto che queste norme comportamentali vengano quasi completamente ignorate non arresta il lavoro educativo degli adulti: cedete il vostro posto agli anziani! 

Padri e figli

Non deve sorprendere che in Russia ci siano grandi differenze tra le generazioni. Anche negli altri paesi che un tempo facevano parte dell'Unione Sovietica queste differenze sono molto più spiccate che nelle altre nazioni del pianeta. Un cambiamento velocissimo delle condizioni di vita ha fatto sì che nascessero generazioni ignare delle sofferenze che avevano invece dovuto patire i padri e i nonni. I giovani hanno visto la guerra, i campi di concentramento e le file per il pane solo in televisione. Possono permettersi di raccontare liberamente battute a sfondo politico. Possono lasciare il paese e ritornarvi a loro piacimento. Possono persino sposare stranieri o straniere.  I loro nonni e le loro nonne, che hanno ricevuto questa possibilità solo al tramonto della vita, ritengono che questo stato di cose sia inverosimile, e ci sono molti tra loro a non crederlo poi così positivo. I giovani sorridono quando gli anziani dicono lentamente il solito: «Eh, ma io alla tua età...». Le vite di queste generazioni sono talmente differenti tra loro, che è persino impossibile fare un confronto.

L'ultima generazione ad aver vissuto sotto i comunisti si divide in due categorie nette: gli entusiasti per il crollo del regime e i nostalgici. Questi ultimi hanno dimenticato tutte le difficoltà di quel periodo e ricordano solo un'epoca in cui il futuro sembrava certamente non ideale, ma almeno sicuro, un'epoca in cui non c'era bisogno di lottare per il posto di lavoro. Sarebbero pronti a tutto pur di far tornare il tempo in cui, secondo un popolare comico, si riceveva la modesta paga di 120 rubli se si produceva in fabbrica una quantità immensa di biciclette, oppure si riceveva la medesima paga se ne producevano molte di meno oppure se non ne producevano per niente. Forse queste biciclette non servivano a nessuno e il materiale utilizzato per fabbricarle era pessimo, ma questi fattori non avevano incidenza alcuna sul vostro stipendio.

'assistenza sanitaria non valeva niente, ma era gratuita; nemmeno l'istruzione non era un granché, ma non dovevate sborsare un centesimo: persino l'università era a spese dello Stato! L'esercito fagocitava quasi tutto il budget statale, però il risultato era l'esercito più forte del mondo e tutti avevano paura della Russia. Chi se ne ricorda si stupisce di come i giovani di oggi siano indifferenti ai privilegi dell'epoca socialista, quando si poteva sbattere il tacco della scarpa sugli scranni dell'ONU e a titolo di esperimento venivano fatte esplodere due-tre bombe all'idrogeno all'estremo nord del paese giusto così, perché gli altri sapessero con chi avevano a che fare.

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Curiosita del’est

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