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Anima russa.

La visione russa della vita può essere resa tramite tre concetti: “anima”, “angoscia”, “destino”.
L’"anima" è unasostanzaimmateriale, lacuicomprensione è connessaindissolubilmenteall’Ortodossia. L’anima è laforzavitalediogniesserevivente. Dopoesseremorti, l’animaabbandonailvostrocorpo. Cercanodicatturarladelleforzemaligne, idiavoli.

L’"angoscia" è un insieme di apatia, tormento, malinconia e noia. E’ un po’ simile al “dolore universale” tedesco, ma ha un carattere più personale. Se siete russi, siete destinati a provare di tanto in tanto questo sentimento unico e a lamentarvi a voce alta, come Onegin nell’opera di Cajkovskij: “Onta! Angoscia! Oh, penoso destin mio!”
Il"Destino" è un misto eclettico di fato, sorte, sventura ed ineluttabilità. “Dove scappi dal tuo destino?”, “Se sei sfortunato, vuol dire che questo è il tuo destino” e così via. Il vostro sacro dovere è piangere tutta la vita il destino che vi è toccato in sorte.
Non stupisce quindi che un russo possa trasformarsi istantaneamente da “protagonista mondano” acutamente brillante, che fa brindisi tintinnanti col calice, ad una figura patetica e lacrimosa, che piange amaramente sul proprio bicchiere e si interroga devastato sul senso della vita.
Versare lacrime sul proprio destino aiuta a non dimenticare che si vive in un tempo difficile, Questo tempo difficile in realtà è eterno e in futuro può farsi solo più duro. Chiedete a qualsiasi russo, vedrete che, immancabilmente, vi confermerà che quando era giovane vivere era molto più semplice:
-Zio Petja, secondo te quando si viveva meglio: durante Chrušcov o più tardi, durante Breznev?
-Durante Chrušcov, si capisce.
-E perché?
-Le donne erano più giovani.

I russi sognano di arricchirsi all’improvviso, come per magia. La favola di Emelja lo Scemo e del Luccio Magico è una delle più popolari del patrimonio folclorico russo. Emelja passava i suoi giorni nell’ izba, al calduccio della stufa. Un giorno gli tocca andare al fiume per prendere dell’acqua e per caso tira fuori un enorme luccio miracoloso. Il luccio conferisce ad Emelja il potere di tramutare i suoi desideri in realtà. “Per ordine del luccio, per voglia mia!” grida Emelja, e senza muovere un dito ottiene tutto quello che gli viene in mente: dai secchi pieni d’acqua, che vanno da soli a casa, sino alle nozze con figlia dello car’ ed alla tovaglia magica, che si riempie da sola di pietanze. La morale della favola? Il tuo destino non dipende dalle tue qualità morali (cioè se sei buono o cattivo), ma semplicemente dalla buona sorte.
La parola “chaljava” (a scrocco), tanto amata dai russi, indica qualcosa che si ottiene gratis, senza fatica. Non importa cosa si ottenga “a scrocco”: un biglietto gratuito per uno spettacolo a cui non sareste mai andati se aveste dovuto spendere dei soldi, un distintivo o un opuscolo pubblicitario che non vi sarebbe mai venuto in mente di leggere, un invito a cena con un uomo d’affari da cui vi aspettate un utile. I russi sono convinti che a caval donato non si guarda in bocca. Un regalo è un regalo. D'altronde che popolo non ama le cose gratis?
In Russia gode di grande successo ogni tipo di lotteria. Milioni di persone sono state ingannate dalle cosiddette piramidi finanziarie (truffe dove si richiede di investire una somma relativamente modesta con la promessa di ricevere dopo poco tempo milioni interi). Le piramidi crollano una dietro l’altra, i truffatori vengono incarcerati, eppure masse e masse di russi continuano a cascarci, ingannati dal sogno di una felicità gratuita.

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Curiosita del’est

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