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Come ci si saluta.

Quando si rivolgono a Dio, i russi usano il «tu», proprio come i sacerdoti inglesi. Ma mentre i sacerdoti inglesi, in tutti gli altri casi, userebbero volentieri la forma di cortesia (se l'avessero), i russi danno del «tu» a moltissime persone: i genitori, i parenti stretti, gli amici intimi (a volte i nemici, proprio per mostrare loro quanto li disprezzano). Se i russi cominciano una discussione animata dando del «lei», ma poi passano al «tu», vuol dire che i rapporti diplomatici sono stati troncati.

Ai genitori si da sempre del «tu»: perché essere troppo formali con persone con cui comunque vivi sempre accanto? D'altra parte, quando gli innamorati abbandonano il formale «lei» e passano al «tu», significa che nella loro vita c'è stato un cambiamento, un avvicinamento intimo.

Titoli come «sir» o «madam» in Russia non esistono, e questo fattore crea ai russi non pochi problemi. Prima della rivoluzione d'ottobre del 1917, la normale formula era «messere» (sudar') oppure «madama» (sudarynja). Queste parole avevano una sfumatura molto borghese e vennero eliminate dai bolscevichi, che preferirono parole come «cittadino» o «compagno». Purtroppo, «cittadino» finì per essere associato non alla vita di tutti i giorni, ma ai processi oppure ai commissariati. «Compagno» invece è una parola proveniente dal lessico del Partito Comunista, per cui dopo la caduta del regime i nemici dell'ideologia comunista non hanno avuto più intenzione di usarla; e i nemici del regime erano molti. «Sudar'» suona tremendamente all'antica, per cui il problema ancora oggi rimane irrisolvibile.

Se conoscete il cognome della persona a cui vi rivolgete, potete dire «signor Ivanov» oppure «signora Ivanova», ma si tratta di termini estremamente ufficiali. Persa ormai la speranza di trovare un termine appropriato, i russi usano i semplici «Uomo!» e «Donna!», tuttavia molti non accettano nemmeno questa maniera di rivolgersi ad uno sconosciuto, ritenendola troppo diretta. Come indirizzo neutrale i russi insomma usano «Mi scusi, per favore», cioè non definiscono la persona a cui si rivolgono, ma si limitano ad attirarne l'attenzione.

Sin da tempi remoti i russi si rivolgono rispettosamente alle persone più anziane  utilizzando alcuni gradi di parentela: «Nonna!», «Nonno!», mentre i più anziani si rivolgono ai più giovani con i vezzeggiativi «Figliolo!» e «Figliola!». Se i tempi però sono rozzi, sono rozzi anche i modi di rivolgersi agli altri: si sta sempre più affermando il termine piuttosto irrispettoso di «Nonne'!» quando ci si rivolge ad una persona di qualsiasi età che abbia la barba. Però «Vecchio!», quando ci si rivolge ad un coetaneo, ha un valore del tutto amichevole. E' proprio vero, le vie della lingua sono infinite!

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Curiosita del’est

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