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Come i russi vedono gli altri.

Ma i russi, come vedono le altre nazioni? Molto dipende proprio dalle nazioni di cui si parla.
Gli inglesi sono così divertenti, con le loro tradizioni antiquate ed un senso particolare dell'umorismo che capiscono solo loro.  In fin dei conti, non sono cattivi: hanno legami di sangue con la famiglia dell'ultimo car' russo e, come i russi, amano il tè alla follia. Hanno un solo scrittore: Shakespeare.
I francesi invece amano le scappatelle, non ce n'è uno che sia fedele alla moglie. Hanno anche loro solo uno scrittore: Dumas. Ma sì, quello che ha scritto «I Tre Moschettieri».
I tedeschi poi i russi se li rappresentano come dei pedanti tanto, ma tanto noiosi, seri, laboriosi, che leggono Schiller e citano Goethe. L'ultima guerra con la Germania viene ricordata in Russia ancora con terrore, ma quelli erano tedeschi diversi, vero?
Gli italiani vivono in palazzi signorili, mangiano gli spaghetti, bevono il Chianti e cantano canzoni napoletane. Un popolo molto allegro. Non hanno scrittori, però hanno masse di artisti, scultori e cantanti. I migliori sono Michelangelo e Pavarotti.
I più misteriosi sono i giapponesi. Sono un popolo orientale, per cui il loro livello di vita deve essere uguale a quello degli indiani e dei cinesi, o almeno a quello russo. Invece no! Vivono esattamente come un paese occidentale: questo fatto non può non confondere ed irritare. Ma come è possibile? I giapponesi hanno qualcosa che non va! Sotto deve esserci di sicuro un errore di natura.  
Poi ci sono dei problemucci con gli immigrati. Un numero sempre maggiore di russi sta facendo ritorno in Russia dai paesi che prima facevano parte dell'Unione Sovietica. Poiché la natalità in Russia sta diminuendo di anno in anno (se questa tendenza continua, verso la metà del XXI secolo il numero di russi sarà la metà di quello attuale), l'immigrazione viene vista con favore dai poteri ufficiali, che però sono sgradevolmente sorpresi dal fatto che tutti questi immigrati abbiano bisogno di un tetto sopra la testa e di un lavoro.
Va ancora peggio quando si parla di «veri immigrati stranieri», come i cinesi e i turchi. I cinesi contribuiscono allo sviluppo del commercio, ma allo stesso tempo stanno occupando in maniera illegale tutto l'Estremo Oriente russo e, in tal maniera, stanno modificando l'etnofondo di territori estremamente estesi. I turchi invece trovano lavoro in Russia in qualità di operai edili, poiché si è capito che lavorano meglio e più velocemente dei russi, con estremo «disappunto» di questi ultimi.
Qual è invece per i russi il popolo su cui infierire? Icukci. Si tratta di un minuscolo popolo dell’estremo nord-est siberiano: gente calma e tranquilla, geneticamente è vicinissima agli eschimesi del continente americano. Rimane un mistero perché i remoti cukci siano stati scelti per il ruolo poco invidiabile: nella Federazione Russa ci sono tantissime minoranze etniche, della cui esistenza i russi non hanno la minima idea! Pochissimi russi hanno visto in vita loro un autentico cukca. Ma non si può non negare che il nome di queste etnia sia di per sé ridicolo: cukci! Proprio come “ciucci”! E’ una ragione sufficiente per sceglierli come oggetto di scherno, no?
Nelle barzellette dedicate a questa etnia, i cukci vengono rappresentati come persone credulone, semplici ed incredibilmente stupide. Citiamone alcune per rendere l’idea:
Uno scrittore cukca sta venendo esaminato da importanti colleghi russi:
-Lei ha mai letto qualcosa di Tolstoj?
-No
-E qualcosa di Cechov?
-No
-DiDostoevskij?
-No. Sono uno scrittore, mica un lettore.

Un cukca armato sta sorvegliando un sito militare e vede uno sconosciuto che si avvicina:
-Fermo! Sparo!
-Sono fermo!
-Sei fermo? Allora aspetta che sparo!
Perché ai russi piacciono barzellette simili? Forse perché nel profondo dell’anima vedono se stessi al posto di un cukca… Poiché un cukca in realtà non è una vera etnia (almeno nelle barzellette), ma uno stato dell’anima.

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Curiosita del’est

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