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MANIERE ED ETICHETTA.

Non si può certo dire che i russi non abbiano maniere (nel senso che viene dato in occidente a questo termine). I russi le maniere le hanno, però non sono proprio del tutto simili a quelle dell'Occidente. Se un giapponese supergentile può dirvi, che so: «Non potrebbe di grazia fare in maniera che la finestra sia aperta?» oppure un inglese in maniera più coincisa: «Non potrebbe aprire la finestra?», un russo chiede molto più laconicamente: «Apra la finestra, per favore». Così risparmia molto più tempo ed energie.
Le buone maniere, in Russia, presuppongono parlare a voce bassa, una gestualità contenuta ed abiti non troppo provocanti. Tuttavia i russi, se perdono il controllo, non si fanno scrupolo di esprimere i loro sentimenti in luogo pubblico. Ad esempio, se non vi è gradito come siete serviti in un negozio oppure in un ristorante, potete dire al commesso o al cameriere tutto quello che pensate di lui, dei suoi parenti (prossimi e lontani), delle sue abitudini e delle sue inclinazioni sessuali.

Picchiare o non picchiare: questo è il problema

Una rissa in luogo pubblico viene invece condannata in maniera univoca. Si dice che in Irlanda, se notate che due si stanno picchiando, potete avvicinarvi e chiedere gentilmente se è un affare personale oppure una rissa «pubblica», aperta a tutti. Se si tratta di una rissa «pubblica», avete diritto a togliervi la giacca e dare il vostro «contributo». In Russia non è così. Se si alzano le mani, di regola c'è sempre qualcuno pronto a dividere i litiganti. Un russo può addirittura iniziare una rissa nella speranza di venire fermato: «Tenetemi, sennò questo figlio di puttana lo maciullo!».
 
Prima mi baci tu, poi io
Due uomini che si incontrano, se sono buoni amici e non si vedono da tempo, possono baciarsi le guance. Sono concessi tre baci se si tratta di sacerdoti oppure se uno dei due è Breznev.
Non molto tempo fa due persone giovani che si baciavano in pubblico potevano essere arrestate. Nel vedere una coppia che si baciava, i passanti arrossivano e distoglievano lo sguardo. Ora invece potete baciare tranquillamente pure un poliziotto, nessuno vi può dire niente: ecco fino a dove si sono spinti i russi, imitando i costumi dell'Occidente corrotto!

Due parole sul problema delle pantofole
Entrando in un appartamento, i russi si tolgono le scarpe e si mettono le pantofole. Ogni padrona di casa ha alcune paia di pantofole di scorta per gli ospiti. Il motivo di questa tradizione? Persino in città non tutte le strade sono asfaltate. Ed anche se lo sono, lo stato dell'asfalto è tale, che sembra vi sia appena passata una semidivisione di carri armati. Inoltre, dal momento che buttare immondizia per strada non è una pratica punita dalla legge e il salario miserabile dei netturbini non stimola in loro particolare zelo, le scarpe si sporcano immancabilmente.

Lei non stava in fila!
Quando stare in fila per comprare generi alimentari era una componente basilare della vita russa, si sviluppò una specifica «etichetta della fila», con le sue regole e i suoi divieti: non si può superare chi ti sta avanti, non ci si può assentare troppo a lungo e così via. Ora i negozi straboccano di merci e l'unico problema è dove trovare i soldi per acquistarle, per cui più di una casalinga prova una nostalgia segreta per i tempi passati, quando faceva la fila per ore conversando con le proprie consorelle: era una bella compagnia, una bella compagnia e basta!
Come surrogato alle chiacchierate della «fila sovietica», le donne russe (di solito però solo quelle anziane) usano le panchine che si trovano all'ingresso dei cortili interni. La comari eternamente sedute sulla panchina ad osservare chi entra ed esce e a scambiarsi gli ultimi pettegolezzi del palazzo sono un dettaglio immancabile di ogni città russa. Queste comari sono una fonte attendibilissima se volete sapere se Tanja Manina è in casa oppure se ha cambiato di nuovo cavaliere.

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Curiosita del’est

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